Oggi io e mio marito festeggiamo due anni di matrimonio. Scrivo queste righe con emozione, perché due anni non sono solo un tempo da contare: sono un insieme di passi, di cadute, di risalite, di scelte che hanno dato forma al nostro “noi”.
Mi sorprende sempre come la prospettiva cambi con il tempo: convivevamo già da anni, eppure il matrimonio ha portato una dimensione nuova. Non tanto perché siamo diventati “altro”, ma perché ho sentito che la promessa di esserci l’uno per l’altro ha reso più chiara e più profonda la parola scelta. Ogni giorno, anche nei piccoli gesti, scopro che amare non è un sentimento statico ma un atto continuo.
Come scrive Minuchin, la coppia è un sottosistema che trova i suoi confini, li negozia e li protegge dentro la complessità delle relazioni familiari. Io lo sento sulla mia pelle: siamo due individui, ma anche due storie intrecciate alle famiglie da cui proveniamo, ai loro modi di amare, di litigare, di restare o di andarsene. Quando ci incontriamo, in fondo, si incontrano mondi.
✨ Siamo sempre noi, ma siamo diversi
Ho imparato che le difficoltà non appartengono mai a uno solo. Se io mi sento fragile o spaventata, questo attraversa la relazione; se mio marito vive un peso, anche io ne divento custode. Boscolo e Bertrando parlano della coppia come di un sistema aperto, capace di trasformarsi proprio grazie alle tensioni e agli scambi interni ed esterni. Lo sperimento quando ci sosteniamo a vicenda: non è solo “io per te” o “tu per me”, è “noi che troviamo nuove risorse insieme”.
🌼 La comunicazione come intimità
La comunicazione è la chiave. Gottman ci ricorda che ascolto, empatia e rispetto, soprattutto nei conflitti, sono i mattoni che tengono in piedi le relazioni solide. Io ho capito quanto sia importante non ferire con le parole, anche quando mi sento stanca o arrabbiata. Non è questione di “essere accettata al peggio”, ma di custodire abbastanza il legame da cercare sempre modi rispettosi per dire ciò che sento.
💕 Amare è una scelta quotidiana
E poi c’è la scelta quotidiana. Boszormenyi-Nagy parlava di “lealtà invisibili”, fili sottili che reggono i legami. Nel matrimonio li sento fortissimi: scegliere di esserci, di guardare l’altro con fiducia, di attraversare insieme i giorni facili e quelli che fanno paura. Non è sempre semplice, ma è proprio lì che scopro che l’amore è anche disciplina, impegno, fiducia nel tempo.
☀️ Valori condivisi come bussola
Infine, i valori condivisi sono diventati la nostra bussola. Rispetto, crescita reciproca, curiosità, onestà. Sono parole semplici, ma per me sono mappe concrete: orientano le scelte su come vivere, cosa costruire, come restare fedeli al “noi”.
Due anni sono pochi, eppure mi hanno insegnato molto: che la coppia è davvero una danza, fatta di passi incerti, di aggiustamenti continui, ma anche di sguardi che si cercano. È un laboratorio vivo, in cui non solo impariamo ad amare l’altro, ma a trasformarci insieme.
Per approfondire:
Boscolo, L., & Bertrando, P. (1996). Terapia sistemica individuale.
Boszormenyi-Nagy, I. (1986). Lealtà invisibili.
Gottman, J. (1999). The Seven Principles for Making Marriage Work.
Minuchin, S. (1974). Families and Family Therapy.



